TripAdvisor e la metaricerca che diventa “metameta”

Nel corso degli ultimi due mesi, TripAdvisor ha partecipato al programma di metasearch per hotel di Google. I potenziali clienti, alla ricerca dei migliori prezzi, stanno vedendo TripAdvisor fra le opzioni su Google HPA per alcuni hotel selezionati.

Fonte dell'immagine: blog di Simone Puorto

Fonte dell’immagine: blog di Simone Puorto

Cliccare sul pulsante di prenotazione di TripAdvisor porta spesso sulla pagina di Instant Booking, dove TripAdvisor raccoglie la prenotazione per conto dell’hotel.

In questa specifica circostanza TripAdvisor opera in qualità di OTA, per quanto sia un termine con cui il Gufo non si identifica volentieri. Però, se si valuta la questione da questo punto di vista, ha pienamente senso che TripAdvisor entri in competizione con gli altri portali di prenotazione anche su Google.

Secondo il campione di ricerche di Tnooz, però, TripAdvisor non figura quasi mai nelle prime posizioni dei risultati di metaricerca di Google, probabilmente perché le sue offerte d’asta sono tarate prudentemente verso il basso. È probabile voglia recuperare prima dei dati sufficienti per decidere come entrare (e con che prepotenza) in questo mercato.

Metametaricerca?

Ciò che stupisce, il vero colpo di scena, è che a volte il “Book Now” di TripAdvisor su Google non indirizza i potenziali clienti sulla prenotazione diretta per conto dell’hotel, ma su una pagina che offre le tariffe delle OTA e degli altri distributori.

Si tratta di una zona grigia, in cui TripAdvisor a tutti gli effetti prende le veci di metamotore; potrebbe utilizzare Google per trasferire un cliente a un’OTA, ricevendo a tutti gli effetti un pagamento più elevato rispetto a quello che avrebbe percepito da Google.

Sottolineiamo il “potrebbe”, visto che ovviamente non ci sono prove di una strategia simile, ma il punto è che la sola possibilità apre delle nuove dinamiche di mercato.

 

Cosa significa?

Le asta di Google sono strutturate in modo che, in caso di vittoria, si paghi solo un centesimo in più rispetto al secondo offerente più alto. Al contrario, le aste di TripAdvisor sono fisse: si paga esattamente quanto offerto, a prescindere dalla concorrenza.

Anche quando il booking di TripAdvisor su Google manda alla pagina con il grande tasto giallo della prenotazione diretta, su questa sono sparsi link per gli altri aggregatori e per le OTA. Nessun altro portale su HPA ha questa possibilità.

Come detto in precedenza, è piuttosto sicuro che TripAdvisor non abbia alcuna intenzione di aggirare, in un certo senso, i limiti di Google HPA, ma è importante comprendere le possibili evoluzioni dell’industria in anticipo, prima che ci colgano impreparati.

Uno potrebbe chiedersi perché Google permetta una cosa simile. La risposta, più banale, è che il volume di prenotazioni attraverso il suo metasearch sono ancora relativamente basse, specialmente in proporzione a TripAdvisor stessa.

Non solo: la partecipazione di TripAdvisor nelle sue aste dà a Google la possibilità di raccogliere più informazioni e comprendere in maniera più approfondita le dinamiche di mercato e, nel caso, sfruttare questi dati per contattare direttamente i clienti migliori.

 

Cosa cambia per l’albergatore?

Alcuni albergatori potrebbero non essere felici di vedere TripAdvisor far loro concorrenza sul metamotore Google, in special modo gli hotel che si promuovono sia su HPA sia su TripAdvisor con il programma Instant Booking.

Il primo problema è, ovviamente, collegato alla sola presenza di un nuovo competitor sulla piattaforma, visto il sistema d’asta. Come regola generale, più un’asta è competitiva, più alto è il costo per clic per la stessa quantità di traffico,

Non solo, un hotel potrebbe chiedersi se rischia di vedere la sua quota di prenotazioni passare da un canale dal costo relativamente basso come Google a un canale relativamente più costoso come TripAdvisor.

Altri albergatori potrebbero invece valutare la situazione sotto una lente completamente diversa. Questa dinamica potrebbe essere un’opportunità per ottenere le prenotazioni ad un costo di acquisizione medio significativamente inferiore rispetto alle OTA tradizionali. Inoltre, l’aumento di concorrenza per le OTA potrebbe diventare una ottima leva per spuntare commissioni inferiori in futuro.

 

 

Fonte: Tnooz.

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