La fotografia per hotel non è un gioco

Se si fosse costretti a decidere un solo fattore su cui investire per aumentare le prenotazioni di un hotel, la qualità della fotografia sarebbe probabilmente la scelta di molti addetti ai lavori.

Con il passare degli anni, la capacità di una struttura di raccontarsi e rappresentarsi con la fotografia è diventata sempre più fondamentale, perciò scegliere il giusto fotografo e metterlo nella condizione di lavorare al massimo è una questione da non prendere assolutamente sotto gamba.

Per questo abbiamo deciso di intervistare Janos Grapow, uno dei più rispettati professionisti della fotografia per hotel, attivo nel settore dell’ospitalità da più di vent’anni, con oltre 200 strutture immortalate nella sua carriera ai quattro angoli del globo.

 

Ci sono molti “professionisti” inventati anche nel settore fotografia; come può un albergatore riconoscere uno shooting di qualità da uno inferiore?

Ci sono due fattori piuttosto palesi che aiutano a riconoscere un fotografo che sia capace di produrre contenuti di qualità per un albergo.

Il primo è banalmente il modo in cui il professionista si presenta; ci sono tantissimi fotografi, spesso giovani, che si promuovono come persone capaci di produrre “foto a 360 gradi”. Sostanzialmente significa che in un giorno possono passare da scatti di moda a fotografie per prodotti commerciali.

Un fotografo che lavori per un albergo deve invece essere perlomeno specializzato in interni e avere una padronanza tecnica sviluppata in questo specifico campo; le foto d’interni sono molto complesse e richiedono esperienza e tecnica. Per fare un esempio, la differenza fra un fotografo con esperienza e uno senza è nella gestione della luce: quando si fa una foto a una camera è interessante mostrare anche ciò che si vede fuori dalla finestra, per dare all’albergo una posizione spaziale ben specifica, mostrare insomma un po’ anche la destinazione. I fotografi meno esperti, invece, tenderanno a chiudere le tende prima di scattare, perché è difficile scattare una foto interno-esterno mantenendo una luce naturale.

Il secondo fattore è la conoscenza del mercato alberghiero e dei canali in cui le foto verranno utilizzate. Non basta avere una consapevolezza del linguaggio visivo specifico del lavoro e cosa scattare dove; un fotografo d’albergo deve conoscere profondamente l’industria dell’ospitalità e produrre scatti che siano pensati anche per i canali distributivi come Booking.com.

Mantenere una luce naturale e morbida negli interni richiede più tecnica di quanto possa sembrare. Fonte: Hotelphotography per Hotel Spadai

Mantenere una luce naturale e morbida negli interni richiede più tecnica di quanto possa sembrare.
Fonte: Hotelphotography per Hotel Spadai

Questo anticipa la nostra seconda domanda, cioè quali conoscenze dovrebbe maturare un fotografo per ritenersi specializzato in alberghi?

Gli aspetti detti in precedenza sono fondamentali: saper scattare foto d’interni; sapere dove le foto verranno collocate, come i canali di distribuzione e il sito ufficiale, e scattarle di conseguenza; conoscere il linguaggio specifico e rimanere aggiornato sulle nuove tendenze, sia nella fotografia sia nel design dei siti per alberghi sia delle specifiche dei canali di distribuzione che potenzialmente conterranno i suoi lavori.

 

Parlando di siti web: quanto sono importanti le foto per la fortuna dell’hotel online?

Le foto sono molto importanti per il sito di un hotel, perché sono il primo contatto fra l’utente e la struttura, e devono saper comunicare il suo valore esattamente come i testi, se non meglio. In un mondo in cui si cerca sempre di più la via dello storytelling nella vendita, le foto sono uno strumento di narrazione molto potente.

 

Quanto è consigliabile aggiornare il proprio album di fotografie professionali?

La risposta è… dipende. Recentemente sono tornato da un cliente per un nuovo lavoro dopo quindici anni. Utilizzavano ancora le mie vecchie foto e devo dire che erano ancora attuali e perfettamente in linea con le necessità del cliente.

Se le foto sono di qualità possono durare letteralmente decenni, ma va tenuta di conto la tipologia di albergo: un hotel che ha un’immagine di sé moderna, giovanile e “smart” potrebbe voler produrre set fotografici con più frequenza, per rimanere sempre aggiornati sui trend e assicurare un impatto più forte nella comunicazione.

La cosa certa è che le buone foto possono durare dieci anni, senza problemi.

 

Quanto è importante il feedback e il gusto dell’albergatore nella scelta dei soggetti delle foto?

Importantissimo! L’albergatore vive la struttura da anni, ne conosce ogni caratteristica e sa quali siano i suoi punti di forza. Un fotografo non deve entrare in albergo con la presunzione di sapere cosa serve al suo cliente solo perché è l’unico creativo presente; anni e anni di esperienza nel settore vanno rispettati e ogni input deve essere accolto con entusiasmo. Se per esempio il direttore di un albergo chiede un ritratto della famiglia, magari è perché è un hotel con una forte impronta familiare e fa parte della sua identità. Bisogna assecondare questa natura e scattare di conseguenza.

Il lavoro di un fotografo è di fare belle foto, rispettando sia le regole dette in precedenza sia l’opinione del cliente, in modo che si riesca a riprodurre “l’anima” dell’hotel.

Un hotel che punta molto sullo staff potrebbe giovarsi di molti scatti del personale. Fonte: Hotelphotography per Hotel Artemide

Un hotel che punta molto sullo staff potrebbe giovarsi di molti scatti del personale.
Fonte: Hotelphotography per Hotel Artemide

Abbiamo parlato di foto per il sito ufficiale e per i canali distributivi. Per le foto sui social media, invece, come bisogna comportarsi?

Le foto sui social media devono essere scatti fatti sul momento, quando accade qualcosa che meriti di essere immortalato. Nel mondo del real time marketing, non si può utilizzare un set professionale per comunicare giornalmente con i propri clienti.

Per questo deve essere qualcuno in struttura, da un receptionist allo stesso direttore o proprietario, a prendersi carico la responsabilità di fotografare i momenti che meritino di essere condivisi.

Possono essere anche foto imperfette, “sporche” perché nessuno sui social si aspetta immagini professionali; bastano anche un telefono cellulare, un minimo di basi di fotografia che si possono imparare in una settimana di corso, oltre ovviamente alla consapevolezza di cosa fotografare.

 

Parliamo ora del fotoritocco e della postproduzione; quant’è importante rimanere aderenti alla realtà negli scatti?

Se apriamo una rivista di interni oggi noteremmo come il linguaggio fotografico, fortemente influenzato dalla scuola inglese, rispecchi molto l’idea di naturalezza nella luce. Questo significa che una buona foto in un hotel richiede una luce morbida, naturale, che non sembra modificata o sofisticata dalla mano di chi fotografa.

Tutti i fotoritocchi vanno poi proprio a ricreare quella sensazione di uno scatto al 100% naturale, vero e autentico.

La luce nella fotografia è tutto. Fonte: Hotelphotography per Hotel La Rocca

La luce nella fotografia è tutto.
Fonte: Hotelphotography per Hotel La Rocca

Anche perché presentarsi con foto troppo finte non fa bene alla reputazione…

Esatto! È un problema che ci poniamo molto, noi che lavoriamo nell’ambiente; un altro aspetto che differenzia un fotografo del settore da uno generico.

La reputazione online è importante, certo, quindi anche l’aderenza alla realtà nelle foto è un aspetto fondamentale di cui tenere conto.

 

Si può quindi dire che va bene mostrare le brutte camere, se le foto sono belle.

Sostanzialmente sì. Ma credo anche che una buona foto, con la giusta luce, riesca a rendere delle brutte camere delle gradevoli sorprese.

Pubblicato in Interviste

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