I 10 trend nel turismo che non possiamo ignorare

Presi come siamo dall’alta stagione, rischiamo di perderci nel quotidiano e non guardare più il quadro d’insieme. Visto che l’innovazione è sempre più centrale nell’hotellerie e più in generale nel business chi si ferma è perduto, abbiamo deciso di stilare una lista dei 10 trend del turismo più importanti per gli hotel indipendenti.

Basandoci sulla nostra esperienza e sui dati che recuperiamo tutti i giorni da migliaia di clienti, abbiamo identificato i temi che saranno più centrali nei mesi a venire e plasmeranno il futuro dell’ospitalità di successo.

Preparatevi a fare i conti con il mobile e i metamotori di ricerca, ad investire sul vostro staff e sulle nuove tecnologie, ad imbracciare una telecamera e a scendere a patti con lo stile Airbnb.

 

1 – Mobile

L’hotel moderno deve rimanere al passo con i suoi clienti, e i suoi clienti sono tutt’uno con il loro smartphone. Se riuscirete ad entrare nei device dei vostri ospiti in modo rispettoso, coinvolgente e divertente, avrete fatto bingo.
Dovete rifare il sito web dell’hotel? Pensate a un sito mobile first: contenuti snelli, poche foto ma di valore, poche sezioni ma utilissime, il tutto fluido e semplice, senza ostacoli.
Ma date anche la possibilità agli ospiti di fare check-in su telefono, o di rivolgere richieste al front desk direttamente con un messaggio o con Facebook Messenger, in qualunque parte del mondo si trovi.

 

2 – Human to Human

Nonostante i chatbot – ossia gli assistenti virtuali per la progettazione del viaggio – stiano diventando sempre più raffinati ed efficaci, siamo ancora lontani dalla vera e propria sostituzione delle persone fisiche: secondo una ricerca di OAG, solo il 28% dei viaggiatori è disposto a prenotare attraverso una chat automatizzata. Chi avrebbe mai immaginato che le persone preferiscano interagire con altre persone.

Dopo anni di full immersion nelle automatizzazioni, è un buon momento per riscoprire il valore (anche economico!) del contatto umano, della comunicazione e della conversazione, sia vis-à-vis sia sui social. Per far sentire a casa gli ospiti, un sorriso vale oro.

 

3 – Svecchiamo gli hotel

Va bene mantenere lo spirito, l’identità e lo stile di un hotel, ma il fatto che sia stato fondato nel 1830 non significa che la tecnologia debba rimanere inchiodata a quegli anni. I viaggiatori sono sempre più connessi ed esigenti e offrire la connessione wireless non basta più: gli hotel non possono più fare a meno di smart TV, dock station, PlayStation, iPad per comunicare con il front desk, e soluzioni che permettano ai clienti di usare Spotify, Netflix o altre applicazioni entrate ormai a far parte della nostra vita di tutti i giorni.

Se volete fare un passo ulteriore, esistono ora veri e propri smartphone pensati per gli hotel come Handy, ottimi per i clienti extraeuropei che vogliono rimanere online e raggiungibili telefonicamente senza subire un salasso di tariffe roaming, utili per gli hotel che possono recuperare molte informazioni utili dal suo utilizzo.

 

4 – L’esperienza vale più di mille parole

Un viaggiatore non sceglie un hotel solo per la sua location e per il prezzo, ma anche per quello che ha da offrirgli. Il futuro del turismo è esperienziale, perché non possiamo più pensare di vendere solo camere.
Non dovrà essere solo Airbnb a proporre un catalogo di esperienze di ogni tipo, ma anche l’hotel dovrà e potrà proporre le sue personali esperienze, come corsi di cucina o di pittura, visite guidate su percorsi alternativi, eventi interni all’hotel, cene a tema e chi più ne ha più ne metta. Le esperienze potrebbero davvero fare la differenza.

 

5 – L’esperto in struttura

Avete mai pensato di assumere un concierge per fare il personal assistant? Qualcuno a disposizione dei clienti gratuitamente per dare consigli e informazioni di qualsiasi genere. Avere un membro dello staff dedicato a questo può essere un buon modo per personalizzare l’esperienza del viaggiatore. Certo, deve trattarsi di qualcuno molto bravo nelle relazioni, che parli le lingue e che conosca bene il territorio, in modo che possa dare a ciascuno i suggerimenti di cui ha bisogno.

 

6 – Sostenibilità e solidarietà

Il terrorismo, le guerre, i disastri naturali, l’immigrazione, la violazione dei diritti umani, i cambiamenti climatici non lasciano indifferente l’opinione pubblica. I Millennial in particolare sono tra i viaggiatori più sensibili ai problemi sociali e ambientali e sono disposti a scegliere destinazione e hotel anche in base ai principi etici in cui credono. Ecco perché anche il settore alberghiero dovrà allinearsi con le esigenze e le motivazioni che spingono gli utenti a scegliere, adottando pratiche ecosostenibili e impegni solidali.

 

7 – Video is the king

Video live, video a 360 gradi, realtà virtuale. Il futuro è all’insegna delle esperienze visive, ancor più di oggi, con lo streaming di contenuti dal vivo che sta diventando sempre più centrale nelle strategie sia di Google con YouTube sia di Facebook e Instagram.
Anche la realtà virtuale sembra essersi fatta strada nella vita comune della gente, con già centinaia di applicazioni gratuite con cui utilizzare i visori: questa per esempio ti catapulta su una spiaggia tropicale. Anche per il settore alberghiero è arrivato il momento di sperimentare e sfruttare il mondo dei video per raggiungere più clienti, anche e soprattutto in presa diretta.

 

8 – Real Time Advertising personalizzato

La pubblicità non è più quella di una volta: oggi si fa pubblicità personalizzata, grazie alla combinazione di dati raccolti da Analytics e dal CMS.
Simple Booking per esempio sta ottenendo ottimi risultati con le sue campagne di Dynamic Rate Ads, che ripropongono a chi ha già visitato il sito e ad utenti con intenti simili una pubblicità search o display contenente le date e il prezzo selezionati durante la ricerca su molteplici piattaforme.

 

9 – Metasearch obbligatori

Il gruppo Expedia e Booking Holdings hanno speso 5,8 miliardi di dollari in pubblicità lo scorso anno, con il 23% del budget (pari a 1,3 miliardi di dollari) allocato sui soli Tripadvisor e trivago. In altre parole, le OTA stanno replicando sui metamotori  ciò che accade da sempre sulle ricerche branded degli hotel, appropriandosi del marchio in una fase delicatissima del purchase journey.

Come con le ricerche branded, è importante proteggere il proprio marchio anche sui metamotori esponendo le tariffe dirette; c’è il “rischio” di ottenere anche prenotazioni con incidenze costo sensibilmente minori rispetto alle OTA!

Ci viene da consigliare, fra i vari canali, Google Hotel Ads, che intercetta gli utenti nel processo di ricerca più avanzato, quando i potenziali ospiti stanno cercando una specifica tipologia di hotel se non proprio il brand. Questo si traduce in tassi di conversione più elevati, un miglior ROI e un costo per acquisizione piuttosto basso. L’unico aspetto “negativo” di Google Hotel Ads è la necessità di appoggiarsi a un’agenzia e a un booking engine che sia già partner di Google, come appunto Simple Booking.

 

10 – No Facebook Ads No Party

Negli ultimi anni Facebook ha dimostrato di poter offrire agli hotel una piattaforma pubblicitaria raffinata quasi quanto quella di Adwords, spostando l’attenzione degli inserzionisti. Adwords resta una necessità per tutti gli hotel, ma Facebook – oltre alla gemello Instagram – offre altrettante possibilità per conquistare l’attenzione degli utenti, in modo più personalizzato e spesso meno costoso. D’ora in avanti, le due piattaforme andranno a braccetto.

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