Pokémon GO può aiutare il tuo hotel?

Non si parla d’altro che di Pokémon GO, in queste ultime settimane. Internet è impazzita per l’applicazione, tanto che gli articoli o i post che ne parlano diventano virali in un batter d’occhio.

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I Trend di Google dimostrano l’interesse per i Pokémon delle ultime settimane rispetto agli hotel. Curiosità: il termine “hotel” è uno dei più ricercati in assoluto.

Ma se pensate che si tratti di una faccenda per bambini, di scarso interesse per gli albergatori, vi state sbagliando.

Basta conoscere la storia del franchise e i numeri dietro il fenomeno per rivalutare la questione sotto un’altra ottica.

Il brand Pokémon ha più di vent’anni di età e ha accompagnato non solo la Generazione dei Millennial (nati dopo il 1980), ma anche la Generazione X (dal 1963 al 1980), formata già oggi da potenziali clienti con possibilità di spesa e un reddito interessante anche per gli alberghi di fascia medio-alta.

Del resto, se non ci fossero potenzialità di business legate al brand e all’applicazione, le azioni Nintendo non sarebbero passate a un valore totale di 42 miliardi di dollari, raddoppiando la capitalizzazione dell’azienda in sole sette sessioni di mercato.

L’applicazione di Niantic ha sorpassato il numero di installazioni di Tinder e ha superato il numero di utenti collegati giornalmente di Twitter. Se non è abbastanza impressionante, si può aggiungere che le persone passano più tempo su Pokémon GO rispetto a Facebook.

Cos’è Pokémon GO?

Partiamo dall’inizio: Pokémon GO è un’applicazione per cellulari il cui scopo è quello di catturare mostri virtuali. Si tratta di quello che è chiamato tecnicamente “ARG”, “augmented reality game”, dove il contenuto digitale è sovraimposto al mondo reale, portando i suoi utenti a vivere ed esplorare la città dietro la lente del gioco. Interfacciandosi con Google Maps, l’applicazione segue gli spostamenti in tempo reale del giocatore e lo informa visivamente quando è nella vicinanza di un pokémon o di un punto d’interesse.

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L’obiettivo finale di Pokémon GO è anche il claim del brand: “Gotta catch’em all”, cioè catturare tutti i diversi Pokémon per finire la collezione, e per farlo è importante visitare luoghi reali in cui raccogliere oggetti utili alla caccia (i “Pokéstop”) o combattere altri giocatori (le “Palestre”).

 

Cosa fa un giocatore di Pokémon GO?

Un giocatore di Pokémon GO è incentivato a muoversi molto, esplorando a fondo le zone dove passa e muovendosi sempre in direzione dei Pokéstop, fondamentali per rimanere sempre fornito di strumenti necessari per continuare.

I cubi nella mappa sono i Pokéstop e sono luoghi di costante passaggio da parte dei giocatori. Quello più a sinistra, con i coriandoli intorno, è stato potenziato con un'Esca che aumenta i ritrovamenti di mostri

I cubi nella mappa sono i Pokéstop e sono luoghi di costante passaggio da parte dei giocatori. Quello più a sinistra, con i coriandoli intorno, è stato potenziato con un’Esca che ne aumenta il ritrovamento di mostri

Visto che i pokémon non sono segnati sulla mappa ma ne viene solo indicata grossolanamente la distanza rispetto alla posizione del giocatore, ci vuole una rudimentale forma di triangolazione per trovarli. Durante la ricerca, capita che i giocatori si incontrino e magari si organizzino per dare la caccia insieme a un mostro particolarmente raro. Spesso persone di diversa età e nazionalità si trovano a scambiare due chiacchiere e condividere una parte della passeggiata soltanto grazie all’applicazione.

Per capire il livello di spontaneo assembramento che può portare Pokémon GO, consiglio la visione del video sottostante:

Tutto questo chiasso è causato dalla presenza di un Pokémon raro in mezzo a Central Park. Sì, le persone hanno fermato l’auto in mezzo alla strada pur di catturarlo.

Essendo a tutti gli effetti un fenomeno culturale, la funzione “fotocamera in gioco” viene utilizzata per scattare foto divertenti dei Pokémon da condividere sui social media.

I Pokèmon vengono sovraimpressi nel luogo fisico dove vengono catturati, permettendo lo scatto di foto molto interessanti

I Pokèmon vengono sovraimpressi nel luogo fisico dove vengono catturati, permettendo lo scatto di foto molto interessanti

Ovviamente chi le pubblica ne è anche il più affamato consumatore, rendendo gli hashtag collegati ai Pokémon un trend costante su Twitter.

 

Come sfruttare Pokémon GO?

Se volete sfruttare questa moda, potete partire dall’uso più banale, che è quello legato al social media marketing. Twitter e Instagram sono pieni di messaggi e foto legate a Pokémon GO inviate sia da persone sia da brand.
Inviare foto con dei pokémon immortalati nella struttura, ancor meglio se rari, sarà buon motivo per richiamare l’attenzione del pubblico che potrebbe fare un salto a controllare quali mostri portatili girano nella vostra proprietà.

Questa tipologia di contenuti funziona tantissimo e potrebbe portarvi like, visite sul sito e interazioni con target a prima vista insospettabili.

Un esempio di contenuto social che funziona legato a Pokémon GO

Un esempio di contenuto social che funziona legato a Pokémon GO

Ma per sfruttare al massimo Pokémon GO, dovete scoprire se l’hotel è almeno a quaranta metri da un punto d’interesse, come per esempio un Pokéstop. In questo modo aumenterete esponenzialmente le possibilità che i giocatori passino in maniera naturale di fronte alla vostra struttura.

Nel caso sia così, è importante gestire l’occasione con intelligenza:

  • Fate in modo che il vostro staff sia cosciente di come funziona Pokémon GO, aiutandoli a incoraggiare il gioco senza però rendere la cosa un problema per gli altri ospiti. Decidere delle regole e farle rispettare, come per ogni cosa legata alla struttura, può essere una buona idea.
  • Se siete vicini a un Pokéstop, potreste utilizzare un oggetto in gioco chiamato “esca” che serve a richiamare più pokémon nella vostra zona. Ha un costo reale, ma si tratta di poco più di un euro l’ora. Se avete servizi aperti ai clienti esterni alla struttura come ristoranti e bar, può essere interessante settare un “happy hour” in cui all’aperitivo o al pranzo si aggiunge il bonus di tanti, tantissimi pokémon da catturare. Le strutture che hanno utilizzato questo sistema hanno visto le vendite di servizi ancillari aumentare.
  • Stampate una mappa con le posizioni dei Pokéstop e delle palestre nelle vicinanze e rendetela disponibile per i clienti, anche quelli che sembrano “fuori” dal target del gioco; vi potreste stupire dei risultati.
  • Create un contest legato a Pokémon GO, chiedendo ai clienti che giocano di pubblicare le foto delle loro catture usando l’hashtag dell’albergo, permettendovi di ripubblicare i loro contenuti. Se addirittura avete la fortuna di avere spesso pokémon rari nelle vicinanze, vedrete un aumento sicuro di visitatori nella zona.
I clienti faranno foto ai Pokémon nelle camere comunque, tanto vale incentivarli

I clienti faranno foto ai Pokémon nelle camere comunque, tanto vale incentivarli

Nel caso non siate vicini a un Pokéstop, non disperatevi: Niantec da domani sperimenterà i punti d’interesse a pagamento in Giappone, permettendo alle imprese di comprarsi uno spazio tutto proprio. In futuro è assai possibile che la feature venga proposta anche in Europa.

 

Servirà davvero a un hotel?

La prima domanda che si fa un albergatore, giustamente, è quanto una frotta di persone davanti all’uscio dell’hotel possa portare benefici alla struttura.

È importante pensare ai visitatori alla ricerca di Pokémon non come estranei, ma come potenziali clienti, specialmente in città con un forte turismo straniero. Inoltre, come già detto, non si parla solo di Millennial, ma anche della Generazione X che non si fa ormai alcun problema a spendere, se ritiene ne valga la pena. E che dire dei figli dei vostri clienti? Anche loro di certo giocano a Pokémon GO e permettere alla famiglia di godersi l’ospitalità straordinaria del vostro hotel anche sul piccolo schermo del loro cellulare potrebbe essere una leva da non sottovalutare.

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