L’unica strada per la disintermediazione

Ogni tanto è bene farsi un’idea di cosa succede fuori dall’Italia in realtà, per così dire, “concorrenti”. Per esempio, diamo insieme un occhio alla Spagna che rimane il terzo Paese più visitato al mondo e che, come il Bel Paese, è dominato ancora da tanti hotel indipendenti.

Be’, da un paio di anni hanno iniziato una lenta ma inesorabile lotta all’intermediazione, ed entro il 2017 gli hotel aumenteranno le prenotazioni dirette del 5%. Si tratta di un aumento percentuale notevole, portando al 43% del prenotato sulle OTA, in piena media europea.

E quale formula magica avranno usato i colleghi spagnoli per raggiungere questo obiettivo? Lamentandosi del destino baro e avverso? Aspettando che sia il legislatore a risolvere tutti i problemi? No, investendo in nuove tecnologie, campagne di web marketing più aggressive e una comunicazione con il cliente più spontanea e diretta.

E in Italia? In Italia fino all’anno scorso il livello medio di intermediazione raggiungeva il 59%, il più alto in Europa, e non accenna assolutamente a migliorare.

Ci vuole meno fatalismo e più investimenti da parte degli hotel indipendenti, e la ricetta per disintermediare è tanto semplice quanto efficace: un booking engine moderno, una buona campagna di marketing e una copertura social adeguata.

 

Basta booking engine da discount

Gli hotel che vendono di più sono quelli che offrono strumenti di prenotazione diretta efficaci, moderni e funzionali. È un investimento che si ripaga da solo, anche per le strutture più piccole. Un buon sito ufficiale, fondamentale ora come prima, non basta più. Non si raggiunge livelli di disintermediazione sufficienti con qualche legnoso e vetusto booking engine che costa quanto un caffè. I viaggiatori vogliono prenotare con pochi clic e lo vogliono fare subito; rendetegli il processo macchinoso e andranno da un’altra parte.

 

Il marketing fai da te non basta più

La competizione in Italia nell’ospitalità è sempre più spietata, con i clienti da intercettare, incuriosire e sedurre in tutte le fasi di prenotazione su una moltitudine di canali e dispositivi. Non ci si può più improvvisare né risparmiare al centesimo nel digital marketing se si vogliono raggiungere risultati concreti. Investire poco o male è come non pagare per le pulizie dell’albergo e poi lamentarsi che la reputazione sta crollando.

Per rimanere rilevanti in uno scenario così complesso, gli hotel devono essere capaci di integrare tutte le proprie strategie di vendita su ogni canale, scegliendo al contempo i migliori strumenti tecnologici e i migliori partner.

 

Il social media marketing non è un vezzo

Non importa la dimensione dell’hotel, sia esso un resort con 200 camere o un albergo a conduzione familiare, i social media sono ormai fondamentali per generare nuovo traffico al sito, visto lo strapotere delle OTA nei motori di ricerca.

Si tratta di creare un piano editoriale coeso ed efficiente che inviti gli utenti a conoscervi meglio, investendo al contempo in promozione su Facebook e Instagram.

Come nel digital marketing in generale, anche per i social può essere intelligente appoggiarsi ad agenzie specializzate (per davvero, non formate da giovanotti di belle speranze o professionisti riciclati da altri settori); gli investimenti sono ampiamente ripagati dai risultati a fine anno, con i costi complessivi per le vendite dirette che si aggirano intorno al 6%.

 

“Ma sono banalità”, direte. No, magari lo fossero. Solo il 29% delle strutture ricettive italiane ha un software di prenotazione alberghiero adeguato, mentre sugli altri punti è meglio glissare per decoro e non offrire alcun dato numerico.

Investite, anche se vi ritenete soddisfatti dei risultati. Vi sorprenderete dei risultati.

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